HELMUT NEWTON
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Helmut Newton, pseudonimo di Helmut Neustädter è nato a Berlino nel 1920, da genitori ebrei, appartenenti alla ricca borghesia berlinese. 
A soli otto anni il fratello maggiore lo porta in un quartiere a luci rosse pieno di prostitute, dove vive e lavora la famosa Red Erna, con gli stivali alti fino al ginocchio e la frusta. Sarà quella la sua prima esperienza visiva che gli aprirà la strada alla passione per le immagini e la fotografia anticonvenzionale.
A dodici anni, con i soldi che lui stesso ha risparmiato, compra la prima macchina fotografica. Frequenta il Werner von Trotschke Gymnasium e la Scuola Americana a Berlino, dalla quale viene espulso quando la sua passione per la fotografia finisce per incidere negativamente con gli studi.
Nel 1936, a sedici anni, comincia il suo apprendistato vero e proprio presso l’atelier della fotografa di moda Iva. Nel frattempo frequenta una ragazza ariana che mette a rischio la sua incolumità a causa della sempre maggior diffusione delle leggi antiebraiche.
Nel 1938, a causa delle leggi razziali lascia la Germania per recarsi a Singapore, dove, per appena due settimane, lavora come fotografo per il quotidiano “Straits Times” e proprio in questo periodo inizia a capire quale potrebbe essere la sua strada lavorativa.
Conosce una ricca signora belga, di cui diventa amante e con la quale viaggia nelle colonie britanniche fino ad approdare in Australia nel 1940.
Dopo un breve periodo di prigionia, in quanto cittadino tedesco, raggiunge le forze australiane al fronte e per ben cinque anni, durante la Seconda Guerra Mondiale, presta servizio nell’esercito australiano, dal 1940 al 1945.
Nel 1946 prende la cittadinanza australiana.
Nel dopoguerra, diviene fotografo freelance, manifestando sin da subito il suo interesse per il corpo, in particolare per quello femminile, scattando foto anche dal forte contenuto erotico, ma sempre con un intento ludico ed ironico.
Collabora con importanti riviste come: Vogue, Marie Claire, Elle, Playboy,Vanity Fair e GQ.
Esibisce i suoi scatti in mostre in giro per il mondo a New York, Parigi, Londra, Houston, Mosca, Tokio, Praga e Venezia.
Nel 1948, sposa l’attrice June Brunnell, conosciuta sul lavoro. Lei posa, infatti, come modella per le sue fotografie. I due resteranno marito e moglie per oltre cinquanta anni. June è un’attrice, ma è nota anche per la sua attività di fotografa che esercita con lo pseudonimo di Alice Springs, dal nome della omonima cittadina australiana.
In quel periodo fotografa anche per Vogue Inghilterra. E’chiamato a Londra, dove ottiene un contratto di 12 mesi, che però interromperà prima, perché si sente limitato dal conservatorismo inglese.
Dalla fine degli anni cinquanta in poi, Helmut Newton si concentra sulla fotografia di moda.
Helmut modifica il suo cognome originale, Neustadter, in Newton che è la traduzione letterale dal tedesco all’inglese e apre a Melbourne un piccolo negozio di fotografia.
Si trasferisce a Parigi nel 1961, dove comincia quasi subito a lavorare, questa volta assiduamente, per French Vogue, L’Uomo Vogue, Harper’s Bazaar, Elle , GQ, Vanity Fair, Max e Marie Claire.
Inizia così la sua lunga carriera in ambito fotografico.
Il suo stile fotografico è stato definito erotico, in quanto i suoi soggetti sono sempre ripresi in pose sado-masochistiche e feticistiche.
Nel 1976, esce la sua prima raccolta di foto, White women, seguita negli anni da numerosi altri volumi, compresa un’autobiografia nel 2002.
L’anno successivo, 1977, il ministro della cultura francese gli concede il titolo di Gran Commendatore delle arti e delle lettere.
Nel 1980 raggiunge l’apice del successo, salendo all’Olimpo dei grandi fotografi, grazie alla serie Big nudes, dallo stile erotico-urbano, sostenuto da un’eccellente tecnica fotografica.
Inizia a collaborare con Chanel, Gianni Versace, Blumarine, Yves Saint Laurent, Borbonese e Dolce & Gabbana.
Nel 1984 insieme a Peter Max Helmut Newton realizza il video dei Missing Persons Surrender your Heart.
Qualche volta torna anche nella sua natale Berlino, dove ritrae Rainer Werner Fassbinder e Wim Wenders e dove trova lo spunto per i suoi famosi Big Nudes, che rappresentano, a grandezza naturale, donne nude.
Nell’ottobre 2003, dona una collezione di foto alla fondazione Preußischer Kulturbesitz di Berlino e sempre a Berlino nello stesso anno, costituisce una fondazione insieme alla moglie: la Helmut Newton Foundation che aprirà dopo la sua morte.
Infine nel 2004, muore in un incidente stradale a Hollywood, schiantandosi con la sua Cadillac su un muro dell’Hotel di Sunset Boulevard, che era stata per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud.
Creativo e visionario, si immaginava delle storie spesso irriverenti ed esuberanti.
“Se c’è qualcosa che odio – diceva – è sicuramente il buon gusto, che per me è una parolaccia”.
Helmut Newton è stato un vero provocatore che ha scandalizzato il mondo intero con le sue immagini femminili e la sua attitudine da bad boy.
E’ stato il precursore di quell’arte fotografica che si avvicina lentamente allo star system della moda, creandone un connubio unico.
Nell’immagine uno specchio riflette una modella nuda, dietro di lei il fotografo che la ritrae, davanti a loro, accanto allo specchio, una donna vestita, seduta su una sedia da regista li osserva. Lo scatto è del 1981. È una foto che racconta al meglio l’arte e la visione della fotografia di Newton.
È il fotografo a decidere la scena e a modificarla, la modella con il suo corpo è protagonista e quasi “esce” fuori dalla foto. Due altri protagonisti, Helmut e la moglie June Newton, entrano nella foto, lui con l’ironia che lo contraddistingue, lei costantemente presente al suo fianco. Questa è, la fotografia di Helmut Newton: ironica, vouyerista, bella. La potenza di Newton sta nel fatto che egli fotografava per se stesso, non per compiacere il pubblico.
Insieme a Irving Penn e Richard Avedon e grazie a uno stile riconoscibile e al taglio personale, ha fatto entrare la fotografia nel mondo dell’arte.
Ha ritratto tantissimi personaggi dello spettacolo, della cultura, della politica e del cinema, come Ava Gardner, Charlotte Rampling, Catherine Deneuve, Romy Schneider, Raquel Welch, Sigourney Weaver, Margaret Thatcher, Helmut Kohl, Jean-Marie Le Pen, Marylin Monroe, Marlene Dietrich, Sophia Loren, ma negli ultimi anni i soggetti delle sue foto provenivano spesso anche dalla strada, o erano dei manichini, simbolo estremo di pop culture o di un’umanità alla deriva.
Le sue storie sono da leggere al primo sguardo verso l’immagine; le ambientazioni sono alberghi, piscine, tetti di palazzi, luoghi carichi di memoria storica. Stivali, fruste, catene, tacchi alti, borse, pellicce sono elementi che si ripetono in uno schema che coinvolge specchi, corridoi, scale, balconi, piscine, ponti ferroviari, metropolitane, aeroporti e così via, componendo insieme alla modella uno scatto che non passa mai sotto silenzio.
Newton ha creato un nuovo stile di fotografia di moda. Flash, luci, formato, pellicola rappresentano solo una parte di ciò che crea l’immagine che aveva in testa, perché pensava alle sue foto in ogni dettaglio.
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Autritratto con la moglie June e modella
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Modella con bulldog
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Nudi alla finestra
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Bunny
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Fetish
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The big nude
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Nudi sul divano
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Nude
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Dressed
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Modella sulla ringhiera
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Nadja Auermann
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Nadja Auermann
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Naomi Campbell
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Caroline di Monaco
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Cindy Crawford
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Linda Evangelista
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Monica Bellucci
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Catherine Deneuve
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Claudia Shiffer
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Brigitte Nielsen
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Monica Bellucci
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Salvador Dalì
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David Linch e Isabella Rosselini
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June Newton
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Kim Basinger
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Marlene Dietrich
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Madonna
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Sophia Loren
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Veruschka