Come si crea un capolavoro

DI BELISARIO RIGHI


Maternità - Dipinto di Pablo Picasso - 1905


Quando un artista realizza un’opera figurativa, pur attenendosi al suo stile personale, non può prescindere dagli elementi tipici dell’argomento che intende ritrarre, inserendoli nel suo lavoro, affinché la composizione abbia una precisa connotazione iconografica, tale da essere identificata con il concetto universale che l’immaginario collettivo ha riguardo al soggetto elaborato.

Orbene, se come nel caso specifico si tratta di una maternità è di rigore rappresentare una mamma con la propria creatura. Di tali immagini, ve ne sono tante nell’arte figurativa, ma quella in cui la mamma tiene il bimbo in braccio e gli offre il seno è la più bella di tutte, la più completa, carica di significati, non a caso è quella più ricorrente.

In essa c’è tutto l’amore della madre, il suo sguardo dolce, e il bimbo che poppa il latte è immerso in un’atmosfera pregna di pace. Chissà, forse qualche minuto prima piangeva perché aveva fame o cercava il calore della mamma, ma ora è tranquillo, e dopo dormirà. Sono queste le sensazioni ricorrenti di fronte ad un’opera che reca gioia e scioglie nell’animo di chi guarda le più intime sensazioni, ma Picasso vi ha aggiunto un particolare, la manina del bimbo appoggiata sul seno.

Nessun’altro pittore, per quanto io possa ricordare, ha inserito nella composizione questo particolare che conferisce all’insieme un maggior coinvolgimento empatico, tale da trascendere il significato semantico di maternità nella sua più specifica sublimazione: la tenerezza.

Così nasce un capolavoro.

L’opera è stata realizzata a Parigi nel 1905. Fa parte dei lavori eseguiti tra il 1904 e il 1907, che contraddistinguano il Periodo Rosa dell’Artista. Il precedente Periodo Blu era caratterizzato da una condizione di profonda prostrazione spirituale, dovuta al suicidio del suo grande amico, il poeta e pittore Carlos Casagemas.

In questo periodo, Picasso, tormentato dalla pena della tragica morte dell’amico, di cui in parte si sentiva colpevole per esserne stato l’amante della fidanzata, dipingeva tele monocromatiche in blu, colore profondo e buio che evoca stati d’animo grevi e drammatici.

Trasferitosi nel 1904 a Parigi, iniziò a frequentare altri artisti e ritrovò gioia e felicità. Abbandonò il monocromatismo blu e iniziò a dipingere con colori vivaci, prediligendo in particolare il rosa.

Nella sua maternità, il rosa è la tonalità predominante, anche se nello sfondo vi sono tracce di azzurro, perché siamo appena agli inizi del nuovo periodo e l’eco del blu si fa ancora sentire.


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