Gli sguardi

DI BELISARIO RIGHI




Fotografia di Carlotta Righi


L’immagine ci ricorda alcune delle tele del pittore romantico tedesco Caspar David Friedrich, nelle quali la meditazione sull’assoluto è sempre protagonista, inducendo lo spettatore a profonde riflessioni sulla caducità dell’esistenza umana, che si contrappone alla maestosità dell’eterno, rammentandogli quanto sia esigua ogni azione dell’uomo paragonata al titanico dinamismo dell’universo e alla imperscrutabilità del trascendente, conducendolo fuori dall’oceano impetuoso del dubbio nel quale annaspa, per trasportarlo nel mare tranquillo della fede, che lo avvilupperà sicuro come un feto galleggiante nel primordiale liquido amniotico.

Nell’uomo coabitano spirito e corpo ed entrambi esercitano con i loro richiami pressioni e stimoli che ne condizionano l’esistenza, producendo effetti che mettono in sintonia stati d’animo e pulsioni fisiche, determinando, nel volgere di un attimo, senza preavviso, comportamenti istintivi e irrefrenabili anche in momenti di elevata spiritualità e così nella pace contemplativa, nella quale tutti i sentimenti e le sensazioni si dovrebbero sciogliere ed amalgamare in una immota atarassia, non solo l’anima, ma anche i sensi chiedono il loro tributo.

Gli sguardi allora si incontrano per poi tornare velocemente a disperdersi nella lontananza e ad ogni scambievole occhiata, i due giovani sentono crescersi dentro la sensazione di abbandono e di distacco dalla realtà.