Groviglio di vipere - Recensione

DI BELISARIO RIGHI

Ritratto di François Mauriac


Groviglio di vipere di François Mauriac è un'opera di altissima qualità letteraria.

Una critica verso persone legate all'autore da rapporti di intimità, stilata nello stile della reprimenda tendente a mettere in risalto le peculiarità negative del carattere delle persone interessate.

Ho letto altri lavori simili scritti da autori non meno illustri e mi riferisco a De profundis di Oscar Wilde e Lettera al padre di Franz Kafka.

De profundis è quello scritto in maniera più accattivante, forse più bella. Lettera al padre è sicuramente la più feroce, proprio perché rivolta al genitore e contiene le critiche più dure che si possano indirizzare a un padre, ma entrambe sono caratterizzate da una mancanza quasi totale di una visione introspettiva dell'animo dello scrivente.

In esse non si dà mai peso, o almeno molto poco, alle negatività caratteriali di chi inveisce. Sono a senso unico, vanno in un'unica direzione.

Mauriac invece ha fatto un lavoro superiore a quello di Wilde e di Kafka, per il semplice motivo che la sua opera è a doppio senso, inveendo contro le persone oggetto della sua critica, delle quali vuole evidenziare la loro pochezza d'animo, ma è altresì rivolta contro se stesso, mettendo in risalto anche le asperità del proprio carattere, dei propri sentimenti, secondo il concetto realistico che la verità non sta mai da una parte o dall'altra, ma sempre nel mezzo, e quindi nelle sue pagine fa altalenare questi concetti negativi che riguardano a volte i soggetti cui lui è interessato e a volte se stesso, quasi soppesando quali delle due critiche, delle due negatività, la sua e quella degli altri, sia la più forte, la più grande e quale sia l'una l'effetto e l'altra la causa.

Mauriac non nasconde mai che la malignità, la cattiveria delle persone che lui redarguisce, sebbene di natura caratteriale, derivi inevitabilmente dalla sua più intensa e più cruda angolosità spirituale, perché lui è un mostro e sapendo di esserlo come tale si dipinge. Non c'è niente di aulico in lui, è pienamente cosciente di essere una persona cattiva, avida, avara, calcolatrice, egoista, egocentrica, schiavista e di conseguenza anche se mai lo ammette pa