Il bacio d'amore nell'Arte figurativa

DI BELISARIO RIGHI



George Peppard e Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany" - Film di Blake Edwards del 1961

Il bacio da sempre ha assunto molteplici significati.

E’ una pratica che gli uomini usano nelle più svariate situazioni. Si può baciare per dare un saluto di benvenuto o d’addio, oppure si bacia per dimostrare rispetto, ma anche tradimento. Il bacio più famoso nella storia è quello di Giuda. Persino negli affari il bacio viene usato come suggello di un’intesa. Ci sono poi i bacini o i bacetti che si danno senza particolari motivi, ma solo per comunicare una sorta di affetto o di amicizia o di cordialità.

A prescindere dalla finalità, il bacio resta comunque il modo migliore per esprimere senza parole quello che si vorrebbe e anche quello che non si potrebbe dire. E’ esso una sorta di tacito assenso, con cui due anime riversano l’una nell’altra sentimenti e passioni in altra maniera inconfessabili.

Il bacio è la scorciatoia per dire tutto senza dover dire niente e può essere il modo elegante per interrompere il discorso quando le parole diventano superflue.

Delle infinite strade che può percorre il bacio, noi ci addentreremo in quella più classica, più ampiamente manifesta: il bacio d’amore, comunemente detto alla francese.

Il bacio in una storia d’amore può celebrare la consacrazione del suo inizio, ma segnarne anche la fine.

L’Arte, attenta e diligente narratrice degli atti dell’uomo e delle sue implicazioni spirituali, si è spesso interessata dell’argomento e ne ha dato, attraverso gli artisti, interpretazioni suggestive e mirabili, pregne di significati e di assonanze concettuali.



Immagine tra le più conosciute, ritraenti una coppia che si bacia, presa a prestito dalla pittura, è il dipinto: Il bacio di Francesco Hayez.

I due innamorati si scambiano un profondo e sensuale bacio che, considerando la giovane età dei protagonisti e la passione con cui si abbracciano, denota una corrispondenza sentimentale che sembra preludere ad un lungo innamoramento, promessa d’amore eterno.

Il Bacio - dipinto di Francesco Hayez - 1859



Diversa è l’interpretazione di Amos Cassioli che ritrae la storia d’amore di Paolo e Francesca tra le mura del castello di Gradara, ispirato alla Divina Commedia. Paolo bacia con trasporto Francesca, la quale sembra invece accettare passivamente la dimostrazione d’amore e non perché non ami il suo partner con la stessa intensità con cui è amata, ma forse perché presagisce la sventura che si abbatterà su di loro. Il bacio in questo caso è foriero di tristi vicende e nella sua tenerezza nasconde una realtà drammatica che gli toglie ardore e ne offusca la sensualità.

Paolo e Francesca - Dipinto di Amos Cassioli - 1870 Lo stesso tema degli amanti danteschi è stato trattato da August Rodin, ma qui l'artista, adottando un'impostazione scenografica e stilemi classici, ha creato un'opera densa di erotismo, ritraendo Francesca amante appassionata e intraprendente. La vicinanza dei due corpi completamenti nudi, il posizionamento della mano dell’uomo sul fianco della donna, a lambirne le rotondità e l'abbraccio sensuale e voluttuoso di Francesca, insinuano nell’osservatore sentimenti lussuriosi e il bacio altro non è che la definizione dell'atto sessuale che sta per compiersi.

Il bacio - Scultura di Auguste Rodin - 1889


Ancor più spinta, nella sua iconograficità è la rappresentazione che ci offre Constantin Brancusi, con la sua stupenda scultura. Qui i due corpi si uniscono non solo sulla bocca, ma interamente in un amplesso avvolgente, al punto da fondere le due figure in una sola entità raffigurante un fallo, sinonimo di virilità e quindi di uomo il quale, secondo l'ermeneutica classica, è il compendio di uomo e donna in un tutto unico.

Il bacio - Scultura di Constantin Brancusi - 1907-1980

Con Gustav Klimt, siamo in un altro livello interpretativo. Qui l’atto è sublimato dalla tenerezza e dalla pudicizia della donna che accetta l'avance dell’uomo con misurata dedizione e con una dolcezza espressiva che ci riporta a mondi ormai dimenticati. Il fondo oro screziato di ricami e di fiori ci trasporta in una dimensione appartenente al passato, dove la purezza dei sentimenti e la limpidezza intellettuale erano i veri protagonisti delle azioni umane. Da notare la delicatezza con la quale le mani dell’uomo avvolgono l’amata. La donna invece mentre con la mano sinistra sfiora appena l’amante, con la destra lo circonda, senza però aprirla completamente per un abbraccio totale, quasi abbia paura di concedersi interamente e voglia mantenere ancora un legame con la sua verginità.

Il bacio - Dipinto di Gustav Klimt - 1970-1908 Franz von Stuck, pittore espressionista, di stampo precipuamente simbolista, con questa tela, reitera la sua ossessione per il peccato e i suoi mostri soprannaturali. Viene rappresentato un bacio tra una sfinge ed un uomo che, succube del fascino della creatura mostruosa, si abbandona al bacio, ispirato forse più dalla dannazione eterna che dal mondo paradisiaco che l’amore dovrebbe schiudere. I colori dai toni densi conferiscono all’insieme un accento di infernale drammaticità che arricchisce il concetto di perversione.

Il bacio della sfinge - Dipinto di Franz von Stuck - 1895 Edvard Munch grande pittore espressionista, che nelle sue tele imprimeva sempre al massimo gli umori sentimentali e spirituali della sua anima, ci mostra un'immagine inquietante del bacio. Certamente William Shakespeare non poté vedere questo quadro, eppure almeno in sogno dovette essergli apparso, perché scrisse: "Se per baciarti dovessi poi andare all’inferno, lo farei. Così potrò poi vantarmi con i diavoli di aver visto il paradiso senza mai entrarci". Munch immergendo gli amanti, dai volti fusi in una massa informe, in un magna cromatico scuro, che dalla sommità del quadro procede verso il basso, ci dà la sensazione di essere presi in un vortice che ci precipiterà in una caverna senza luce dove non si potrà scorgere nient’altro che buio.

Il bacio - Dipinto di Edvard Munch - 1897 Marc Chagall, seguendo la sua natura onirica e trasognata, ci regala questa magnifica tela che rappresenta un bacio non condiviso. La donna, anche se appare in procinto di librarsi nell’aria, di fatto è piantata a terra e il suo sguardo è desto e non tradisce il minimo segno di evanescenza. L’uomo invece fluttuante nell’aria e ad occhi chiusi, sembra stia sognando e vivendo una realtà immaginaria, frutto dell’estasi amorosa.

The birthday - Dipinto di Marc Chagall - 1915 René Magritte ci inoltra nel mondo della metafisica e dipinge un bacio tra due persone i cui volti sono coperti da un velo non diafano. L’uomo e la donna potrebbero anche non conoscersi e il bacio qui assurge alla sua natura più intrinseca e più cruda: l’avvicinamento di due bocche e nient’altro. Il fatto viene svincolato da tutti i suoi elementi semantici. Non viene celebrata una corrispondenza sentimentale tra due persone, viene solamente registrato un atto che, per la sua impossibilità di esprimersi come dovrebbe, viene ad essere negato. Nel suo celebre quadro ceci n’est pas une pipe, Magritte dice che poiché la pipa pitturata non può essere fumata, non è una pipa, perché la pipa è tale, solo se asserve al suo compito, che è quello di fumare. Così un bacio che non permette il contatto con le labbra, che non lascia vedere i visi di coloro che lo scambiano, non è un bacio, la cui natura è quella di coinvolgere principalmente sul piano spirituale, ma è solo rappresentazione meccanica di un'azione.

Gli amanti - Dipinto di René Magritte - 1928 E infine il bacio più importante, quello più significativo. Il bacio che non si può dare con la bocca, ma solo con l’anima. L’anima che può parlare con gli occhi, può anche baciare con uno sguardo. (Gustavo Adolfo Becquer). Chi non ha visto il film di Michael Curtiz: Casablanca? Credo ben pochi e tutti conosciamo la storia. Humphrey Bogart e Ingrid Bergman si amano di un amore impossibile, che non ha futuro, che non potrà mai esprimersi, destinato a non ardere e per questo deve essere soffocato. E allora perché baciarsi? Farlo significherebbe rincorrere un fantasma, aggrapparsi ad una chimera. E’ meglio dirsi semplicemente addio. Un bacio sulla bocca non direbbe niente, mentre uno sguardo può parlare molto di più.

Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in "Casablanca" - Film di Michael Curtiz del 1942 E per concludere: Un bacio può rovinare una vita. (Oscar Wilde).

164 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

TUTTI I POST