Il rosso nell’Espressionismo e nell’Astrattismo lirico

DI BELISARIO RIGHI




Rosso


L’uso del colore rosso nell’arte figurativa assume significati e valenze profondamente diversi a seconda dello stile pittorico cui è riferito.

Per la bisogna prenderemo a modello due grandi maestri, esponenti di spicco dell’Espressionismo e dell’Astrattismo lirico: Munch e Kandinskij.

La principale caratteristica intellettuale dell’artista è la sensibilità, che lo rende disponibile verso ogni sensazione e ricettivo a ogni nuova esperienza.

L’aria che egli respira è intrisa di effluvi che arrivando alla psiche provocano sul suo animo modificazioni e coinvolgimenti.

Il desiderio di partecipare al mondo, eterno interlocutore dell’artista, diventa ossessionante e allora il linguaggio si arricchisce di nuovi lessici, perché "ogni grande artista ha in sé il senso della provocazione" (Arthur Cravan).

Se Kandinskij avesse amato la canonicità delle situazioni e la formalità delle circostanze avrebbe fatto l’Avvocato; ma quando l’Estetica non è più sedotta dal racconto, laddove il concettuale rappresenta l’unico possibile manierismo narrativo, è qui che comincia la vera lirica kandinskiana, anteponendosi nettamente all’Espressionismo, matrice positiva e verista dell’oggettiva realtà quotidiana, troppo angusta ed assiomatica.

Il grande Munch, che riuscì a far urlare il colore, fu sopraffatto dalla crudezza della realtà, forse perché vi credette troppo, e mai trovò la pace. Del resto gli angioli neri della sua esistenza furono il Perbenismo e la Tentazione, e il pittore norvegese, condizionato dal peccato, al tramonto su Cristiania vide le nuvole macchiate di rosso, il rosso del sangue umano, delle sofferenze del mondo che contaminato dal peccato, solo nelle tenebre trova riposo ai propri affanni, un rosso quindi statico, tombale.

Mentre nei dipinti del pittore russo, la deformazione completa degli elementi contingenti astrae l’artista dal mondo corposo ove nasce e prospera il peccato, immergendolo in un plasma sterilizzato, in cui il Maligno non può annidarsi, e il rosso sta a significare uno stato di eccitazione al culmine che con il suo ardore, innesca un dinamismo che porta al verde della purgazione fino a raggiungere la pace dei sensi e il Nirvana nel quieto blu.







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