Il velo nelle arti figurative

DI BELISARIO RIGHI



La Pudicizia Velata - Antonio Corradini - 1752 - Particolare


Il velo, di per sé diafano, ha quale caratteristica preminente quella di ammorbidire attraverso la sua trasparenza i contorni di ciò che avvolge. Nelle arti figurative esso é elemento di modificazione dell’identità, la quinta teatrale, che separa la realtà vera da quella immaginaria, offrendo all’artista che lo adotta, la possibilità di ritrarre immagini nella loro più intrinseca essenza, prescindendo dalla loro reale fenomenicità. Scultura, Pittura e Fotografia, le tre principali Arti figurative ne hanno spesso fatto uso nelle rappresentazioni, con diverse valenze. A volte per nascondere, altre volte per mascherare e spesso solamente per creare effetti di virtuosità compositiva, ma la Scultura è quella che offre le migliori e più audaci interpretazioni di questa tecnica, anche per le ristrettezze imposte dalla limitata duttilità dei materiali deputati alla realizzazione delle opere. Un grande artista contemporaneo, Kevin Francis Gray, in una sua intervista disse che la scultura su marmo presuppone una metodica diversa da quella su bronzo, perché mentre nella prima si deve togliere materia, nella seconda si deve aggiungere. In queste sue parole, è descritta tutta la difficoltà che lo scultore incontra nel lavorare un blocco di pietra, perché non si potrà più aggiungere ciò che è stato tolto. Le più belle interpretazioni di immagini velate sono quindi, senza ombra di dubbio quelle che ci provengono dalla Scultura su marmo.

Nell’età barocca prese piede una particolare forma di scultura. La cosiddetta scultura velata, secondo i cui stilemi, venivano rappresentate statue coperte di veli, soprattutto sul viso. Tra i primi e senza dubbio il più noto fra costoro, fu Antonio Corradini (1668 – 1752), molto attivo in Italia, ma anche in Europa, dove lavorò per i più grandi Sovrani dell’epoca, per l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, per lo Zar Pietro II Il Grande e per molte famiglie gentilizie. Partecipò su commissione del nobile Raimondo di Sangro Principe di Sansevero all’allestimento della famosa Cappella San Severo a Napoli, elaborando per essa diverse opere, tra cui La Pudicizia Velata, che si dice raffigurasse la nobildonna Carlotta Gaetani, moglie di Raimondo.