La pietà nell'arte figurativa

DI BELISARIO RIGHI




La pietà è un intenso sentimento di affettuoso dolore, di commossa partecipazione e di solidarietà che si prova nei confronti di chi soffre e “mentre addolcisce le sofferenze degli altri, è giovevole ancor più a colui il quale la prova” (Lev Tolstoj).

Il termine pietà deriva da pio, che sta a indicare colui che nutre e dimostra sentimenti religiosi e di grande devozione.

La pietà come concetto teologico descrive l'affetto, il rispetto e l'obbedienza che il credente ha per Dio e per le cose sacre. Secondo la teologia cattolica questi sentimenti non sono dovuti alla paura del credente per la potenza della divinità, ma quale esigenza interiore dovuta alla gratitudine, per l'amore che il fedele sente di ricevere dal suo Dio.

E’ uno dei sette doni dello Spirito Santo, cioè una di quelle disposizioni abituali che qualificano il rapporto del credente con Dio, rendendolo capace di desiderare quello che Dio desidera e raggiungere quella confidenza che gli permette di rivolgersi alla divinità chiamandolo Padre e dispone anche ad un atteggiamento di delicatezza e di rispetto verso il prossimo, come un riflesso del sentirsi figli dello stesso Padre.

Nell’iconografia cristiana La Pietà viene rappresentata dalla Vergine che tiene in grembo, o presso di sé, il corpo morto di Suo figlio. Ma in questo caso, il significato di pietà è molto più complesso di quanto sia nell’accezione generale del termine, perché al sentimento amoroso, si aggiungono il dolore per la perdita dell’amata progenie e la volontà di perdono verso il consorzio umano che ha ucciso e bestemmiato il Figlio di Dio. La pietà verso l’amato è qui trascesa dal senso di compassione verso gli uomini che si sono macchiati di una così grande colpa. Un doppio sentimento quindi lega la Vergine a Gesù Cristo. Quello della irrimediabile perdita del figlio e quello dell’offesa a Dio.

La Vergine prova sì pietà verso Gesù, ma soprattutto prova pietà verso i suoi carnefici e le sue lacrime sono rivolte a Dio perché allontani l’odio dai cuori delle genti perdute e prega per esse, perché possano trovare, nell’avvicinamento a Dio Padre, la coscienza di commossa partecipazione e soprattutto pentimento per l’atrocità commessa.

Nel corso dei secoli, l’Arte ha cercato in tutte le sue espressioni di descrivere questo grande doppio atto di amore della Vergine e innumerevoli ne sono state le interpretazioni.

Alcuni artisti hanno raffigurato la Pietà come l’atto ultimo della Deposizione, includendovi Giovanni Battista, Giuseppe d’Arimatea ed altri personaggi che si adoperarono per calare il Salvatore dalla croce, dandone in questa maniera una interpretazione pubblica.



Jean Fouquet - Pietà - 1470-1480



Konrad Witz - Pietà - 1440



El Greco - Deposizione - 1592




Giovanni Bellini - Pietà - 1470

Altri hanno dato dell'evento un'interpretazione più intimista, limitandosi a rappresentare soltanto il dolore della Madonna.



Giovanni Bellini - Pietà Martinengo - 1505



Van Gogh - Pietà - 1889



Salvador Dalì - Pietà - 1982



Spesso la pietà, pur rapportandosi alla iconografia classica della raffigurazione del Cristo morto in grembo alla Vergine, è stata rappresentata da molti artisti in maniera profana, non riferendosi all’episodio sacro. Pablo Picasso, nel suo capolavoro Guernica, nell'insieme della struttura ha voluto rappresentare una sua pietà. Lo strazio di una madre per la morte della sua creatura, a causa dei bombardamenti aerei.



Pietà - Particolare da Guernica di Pablo Picasso - 1937




Ron English in una delle sue tante interpretazioni del quadro di Picasso.



Frammento di Guernica dipinto da Ron English





Il tema della pietà è stato trattato anche da valenti scultori.




Ippolito Scalza -La pietà - 1570 - 1579


In questa Pietà, colpita da un unico blocco di marmo, l'Artista ha introdotto un elemento nuovo rispetto all'iconografia classica: Nicodemo

è composta di quattro figure: il Cristo, esamine, adagiato sul grembo della Vergine Maria, Nicodemo con una scala e altri attrezzi, come un martello, una pinza, dei chiodi, elementi tutti riferibili alla Crocifissione.



Giovanni Dupré - La Pietà - 1867


Realizzata in marmo, situata nella Cappella Bighi Ruspoli nel Cimitero della Misericordia a Siena, è considerata il suo capolavoro esprimente una raffinata e romantica suggestione emotiva.



Michelangelo Buonarroti - Pietà - 1497 - 1499


Quest'opera è talmente luminosa che sembra emanare luce. Michelangelo impiegò più tempo per rifinirla, di quanto non ne avesse impiegato per scolpirla, levigandola con una speciale pietra pomice al punto da farvi riflettere ogni più piccolo raggio di luce. Ma la caratteristica, non fisica, bensì concettuale, più saliente dell'opera è rappresentata dall'aspetto della Vergine, la quale appare più giovane del Figlio. Michelangelo volle interpretare in questa maniera il significato di Immacolata, appellativo con il quale viene chiamata la Madonna. Immacolata, ovvero incorruttibile, anche per il potere devastante del tempo. Cristo invece è invecchiato e dimostra tutti i suoi trentatré anni, perché umano e quindi corruttibile nei confronti del trascorrere del tempo.

Il Buonarroti cercò di concepire un lavoro che interessasse lo spettatore, principalmente per gli aspetti psicologici, che trascendesse il coinvolgimento dei sensi, assumendo in sé un valore assoluto, prescindente dal contesto fisico-storico per assurgere ad una valenza di pura concezione ideologica.

In seguito, si cercò di realizzare opere di impatto realistico, restituendo alle rappresentazioni il loro valore fisico, ma alcuni artisti, non dimenticarono la lezione di Michelangelo.

Un esempio mirabile, pur non attinente al tema della Pietà, per concludere con il discorso michelangiolesco è il dipinto di René Magritte Ceci n'est pas une pipe, con cui si vuole evidenziare le realtà metafisica e squisitamente idealistica dell'oggetto.



Dipinto di René Magritte - 1948

Infatti, dice Magritte: "Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno! Quindi non è una pipa".




Anche la carta patinata si è appropriata di questo episodio, ed ecco come il fotografo David LaChapelle lo ha interpretato, servendosi di personaggi dello Star Business.


Fotografia di David LaChapelle - Courtney Love - 2007



Fotografia di David LaChapelle - Kurt-Cobain & Michael-Jackson - 2009

Da ultimo il regista coreano Kim Ki-duck, nel suo film Pietà, introduce un elemento nuovo, alternativo al dolore: la sensualità.



Fotogramma dal film Pietà di Kim Ki-duk - 2012




























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