Nascita del Cubismo

DI BELISARIO RIGHI



Donna che piange - Dipinto di Pablo Picasso - 1937.


E’ iniziato il XX° secolo. L’Europa intera è al centro di fermenti culturali che caratterizzano tutta la struttura socio–economica e politica del continente. Il mondo scientifico è sconquassato dalle continue innovazioni, i fisici matematici pongono le basi per la scienza moderna, l’industria sta diventando una nuova realtà. Marx ha già da diversi anni e più volte pubblicato il suo manifesto. Schopenhauer e Nietzsche, filosofi d’avanguardia fanno molta presa sulle menti fertili ed innovatrici. Paul Cézanne ha già contestato il tradizionalismo impressionistico, cercando nell'oggettività plastica la vera essenza della realtà. Il bello è dentro non fuori. L’aspetto esteriore costituisce solo la semeiotica concettuale. Il Cubismo è nato! Ora bisogna solo affinarne la filosofia. Il germe è prolifico e vivo. Occorre rivalutare il mondo nella sua struttura soggettiva, sfrondandolo dalle esteriorità storiche. L’impressionismo aveva troppo limitato la rappresentazione alla casualità temporale ed ambientale, evirando in tal senso la capacità dialettica degli artisti. Gli oggetti devono risplendere di una luce interiore, stellare e collocarsi soggettivamente nella realtà oggettuale. Guardare, significa trasmettere messaggi al cervello, epicentro del discorso.

Il trasporto romantico non si sente più e l’artista comincia nuovamente a riflettere e a decidere. L’immagine quindi si spoglia di tutti gli elementi favolistici e appare come pura idea essenziale, ma non discesa dall’iperuranio, bensì generata dalla volontà dell’artista e dal suo io.

Il termine Cubismo nacque per caso nel 1908, quando Matisse osservò alcune opere di Braque composte da piccoli cubi, che in seguito Louis Vauxcelles chiamò bizzarrie cubiste. Nacque così il Cubismo, mediante il quale alcuni artisti giunsero alla scomposizione dell’oggetto, abbandonando la visione prospettica e naturalistica. Fu accentuato il valore del volume su quello del colore, che visto come elemento solo decorativo, fu eliminato quasi totalmente, perché considerato elemento di disturbo sia per l’artista sia per lo spettatore, nell’indagine più profonda della realtà.

I cubisti puntano a una riorganizzazione dello spazio pittorico, potenziando la sintesi plastica delle forme, sviluppando una lettura della realtà in chiave volumetrica e moltiplicando i punti di vista secondo cui il soggetto rappresentato viene osservato.

I primi pittori cubisti sono considerati Georges Braque e Pablo Picasso. Il 1907 è la nascita ufficiale del Cubismo quando Picasso lavora al quadro Demoiselles d’Avignon, dove tenta la sua prima scomposizione cubista.


Demoiselles d'Avignon - Dipinto di Pablo Picasso - 1907



Nel 1911, Picasso e Braque lavorando assieme realizzano opere molto simili, dove le figure, frammentate e definite in forme geometriche, non sono più riconoscibili.


Ma Jolie - Dipinto di Pablo Picasso - 1911-1912


Il Portoghese - Dipinto di George Braque - 1911- 1912

Il tema del dipinto non è il mondo esterno o la natura, la pittura esiste all’interno di una realtà e di un mondo proprio e i manufatti predominano su quelli naturali. In questa fase conosciuta come cubismo analitico, gli oggetti sono stati presi a distanza (sezionati) e rimodellati, con l’uso di piatti piani che si intersecano; la prospettiva è bidimensionale e la profondità è limitata. Invece di un unico punto di osservazione in un unico momento nel tempo, lo spettatore vede il dipinto da molti punti di vista e in tanti momenti diversi, il punto di vista fisso è abolito.

Tra i grandi cubisti ricordiamo anche: Juan Gris e Fernand Léger.


Pere e uva sopra il tavolo - Dipinto di Juan Gris - 1913



La scala - Dipinto di Fernand Léger - 1913



Il Cubismo ebbe risonanza anche nell’ambiente artistico italiano e gli esponenti di maggior spicco, furono: Gino Severini e Umberto Boccioni.


Danseuse parmi les tables - Dipinto di Gino Severini - 1912


Volumi orizzontali - Dipinto di Umberto Boccioni - 1912


La storia del Cubismo è divisa in quattro fasi fondamentali.

Il Cubismo formativo (o protocubismo) (1907-1909), attraverso cui si realizzano lavori di ampio respiro e dimensione, in risalto su uno sfondo convenzionale e non definito.

Il Cubismo analitico (1909-1912), con cui inizia l’elaborazione di una sfaccettatura fitta, minuziosa, tendente all’analisi dell’oggetto, mostrandolo nei suoi molteplici aspetti.

Il Cubismo sintetico (1912-1921), che consiste in una più libera e intuitiva ricostruzione dell’oggetto, espresso nella sintesi con cui si presenta alla mente del pittore. È qui che comincia anche l’uso di incollare sulla tela inserti ritagliati da giornali e da stampati o materiali vari (collages) che tra le innovazioni introdotte dai cubisti, è la più realistica e interessante.

Il Cubismo orfico o Orfismo (1921-1925), sorto come ultima estensione del movimento artistico (così definita da Apollinaire) perché recupera la dimensione lirica del colore, il cui artista di maggior spicco è Robert Delaunay.



Sole torre aeroplano - Dipinto di Robert Delaunay - 1913








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