Persuasione ideologica e satira nella fotografia, attraverso l'alterazione pre-photoshop

DI CARLOTTA RIGHI


John Heartfield - "Die drei Weisen aus dem Sorgenland" - 1935


La fotografia analogica, prima del lancio sul mercato di Photoshop, avvenuto nel 1990, per quanto riguarda i metodi di manipolazione, ha potuto contare su tecniche di contraffazione sia in ripresa, servendosi di esposizioni multiple, di filtri che modificano la composizione fotografica e la resa cromatica, sia in stampa, utilizzando tecniche di fotomontaggio, retini, nonché carte rapide e ipersensibili che creando contrasti forti e audaci, eliminano le tonalità intermedie. In queste poche righe, sommariamente si tenterà di studiare le implicazioni della manipolazione fotografica nell'ambito sociale, in rapporto all'utilizzo e altresì dimostrare in maniera sintetica e relativamente compiuta che la fotografia non è una scienza esatta, tantomeno una disciplina dogmatica, dove le leggi e le regolamentazioni sono rigide e invalicabili, ed evidenziare che la fotografia, sia soprattutto dotata di grande flessibilità pragmatica e deontologica, documentando come la realizzazione d'immagini fotografiche presupponga spesso, perché legata all'interpretazione del fotografo, delle falsità realistiche. Il grande maestro della fotografia Andreas Feininger, negli anni '70, nei suoi libri La nuova tecnica della fotografia e La nuova tecnica della fotografia a colori, affermava che tutte le foto sono delle bugie. Perché? Consideriamo, ad esempio, un paesaggio e trasformiamone la prospettiva, adottando un determinato obiettivo e riduciamo il campo di ripresa, attraverso il taglio fotografico. Proseguiamo quindi con l'alterazione delle luci e dei colori, e perché no, aggiungiamo o eliminiamo alcuni particolari. Alla fine ciò che risulterà sembrerà la realtà, ma solo in un’interpretazione personale, addirittura forse anche molto lontana. Del resto, al di là della manipolazione, il mondo che sembra oggettivamente esistere, viene decodificato dall’occhio umano e registrato in una fotografia, senza tener conto che di tutte le frequenze della luce, lo spettro visivo ricopre solamente una ristretta gamma, che possiamo appena un poco accrescere adottando film all'infrarosso. Ecco pertanto che, come sosteneva Feininger, la fotografia è semplicemente un’interpretazione della realtà, che deve necessariamente essere oltrepassata nel tentativo di un raggiungimento di finalità ben precise, per una maggiore comprensione di problemi comportamentali, educativi e sociali, perché l'uomo "a differenza di qualsiasi altra cosa organica o inorganica nell'universo, cresce oltre il suo lavoro, sale le scale del suo concetto, emerge prima delle sue realizzazioni ". (Furore - John Steinbeck). La disamina di reperti fotografici atti a definire gli obiettivi prefissati è complessa, poiché molteplici sono gli esempi di artefazione e manipolazione della fotografia analogica. La manipolazione fotografica è un fenomeno molto in voga nell'era digitale e, come afferma Mia Fineman nel suo Faking it, è interessante sapere che quasi ogni ti